Italiano
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Proveniente dal mondo del design, giudicato ormai troppo "stretto",
a 30 anni Paolo Scarpa decide di cominciare a sperimentare sul vetro nuove
forme, nuove applicazioni, nuove tecniche di cottura partendo, paradossalmente,
dalla più antica: la fusione (quasi del tutto abbandonata a Murano
perché troppo difficile, troppo costosa, non seriale).
Dopo 5 anni di sperimentazione e ricerca, focalizza la sua attenzione
sulla figura umana: muscolare, tendinea e potente nell'uomo; sinuosa,
armoniosa e sensuale nella donna.
Le sue figure entrano ed escono dalla materia, se ne distaccano ma vi
appartengono. E' il gioco della vita di tutti i giorni. E' la lotta interiore
tra il bene e il male. Tra ciò che si vuole e ciò che si
deve. E' l'amore e l'odio, l'indifferenza e la passione.
Paolo Scarpa pone quindi al centro della sua arte l'uomo, la sua storia,
la sua vita e lo racconta attraverso il vetro e la luce, che ad esso dà
senso, dà vita.
Paolo Scarpa ufficializza formalmente il suo lavoro con una mostra nel
Chiostro di S.Apollonia, a San Marco, Venezia, nel Marzo 2004, esponendo
una Via Crucis di Gesù Cristo composta di 15 altorilievi in vetro
massiccio verde smeraldo retroilluminati.
L'opera viene subito apprezzata e richiesta nella Basilica della Porziuncola
di S.Francesco ad Assisi, dove viene esposta per alcuni mesi; successivamente
girerà varie chiese.
Ma Paolo Scarpa non è solo vetro: sono attualmente in corso di
progettazione grandi installazioni di vetro/acciaio/plexiglass/luce/acqua
e grandi vetrate da collocarsi in spazi pubblici interni ed esterni.
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| Inglese |
Coming from the world of design, which he considered too "narrow",
at the age of 30 Paolo Scarpa decided to start experimenting with glass,
exploring new forms, new applications, new kiln techniques starting, paradoxically,
with the most ancient one: fusion (almost totally abandoned in Murano
because it is too difficult, too costly, and non-standard production).
After 5 years of experimentation and research, he focused his attention
on the human figure: muscular, tendinous and powerful in man; sinuous,
harmonious and sensual in woman.
His figures enter and leave the material, they are detached from it yet
they belong to it. This is the game of every-day life. This is the interior
battle between good and evil. Between what one wants and what one must.
It is love and hate, indifference and passion.
Paolo Scarpa thus puts man, his history, his life at the center of his
art and recounts it by means of glass and light, which gives meaning,
gives life.
Paolo Scarpa formally officialized his work with an exhibition in the
Chiostro di S. Apollonia in San Marco, Venice, in March 2004, showing
a Via Crucis di Gesù Cristo composed of 15 backlit high-reliefs
in solid emerald green glass. The work was immediately acclaimed and requested
by the Basilica della Porziuncola of San Francesco in Assisi, where it
remained on exhibit for several months; it later traveled through many
churches.
But Paolo Scarpa does not work exclusively with glass: he is currently
designing several large installations of glass/steel/plexiglass/light/water
and large window panels to be installed in interior and exterior public
spaces.
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