ESTRATTO REDAZIONALE
per la mostra
"Cogli l'attimo" di Gino Baffo dal 9 al 21 Aprile 2005 presso la
Galleria Vetro e Arte a Venezia

Prima di scoprire “l’Action Painting”, più affine al suo modo di sentire, Gino Baffo iniziò a dipingere in modo “figurativo”. Questi primi lavori furono esposti in due mostre personali negli anni 2002-2003. Ma già nella stessa mostra del 2004 si annuncia un profondo cambiamento stilistico.

Baffo rimane fedele all’Espressionismo Astratto ma vi aggiunge “forme” e “simboli” iniziando ad operare nuovamente con il pennello. Egli applica sulla tela numerosi strati di denso colore ed ottiene con ciò una grande intensità insieme ad una tensione estrema. E’ come se il colore, le forme ed i simboli si risvegliassero a nuova vita, acquistando la loro indipendenza. Essi si muovono, si nascondono, fuggono... per poi interagire in modo estremamente reattivo: sulla tela appare un proprio “cosmo”, opere: Guerriere nascoste 1, 2; Occhi sul fuoco.

In seguito anche la tela stessa si anima di vita propria, viene squarciata e deformata, subisce sovrapposizioni. Baffo sperimenta con la stessa tela sia all’interno che intorno alla sua opera e trova nuove soluzioni per il “riquadramento” dei suoi lavori, opere: Camminando, Croce, Notte, Riesumazione, Equilibrio.
Nello stesso tempo si verifica il passaggio dalla “Bi” alla “Tridimensionalità”, opere: Briccole. Poi di nuovo in una fase successiva della creazione il ritorno al “quadro tradizionale”.

Il colore viene applicato in modo ancora più denso; gli strati sottolineano il pesante effetto di decomposizione. Strato su strato, il colore impone tutta la propria presenza corporea. Le opere mi appaiono come veri e propri “muri”, metafora dell’organismo di questa città che si può “cogliere” sia attraverso le sue presenze murarie sia anche nei “muri” dipinti da Gino Baffo.
Ho colto l’essenza di tutto questo quando abbiamo appeso i suoi quadri sui muri delle case della Serenissima per fotografarli.

Gino Baffo trova il tema delle sue opere in se stesso ed in ciò che lo circonda. Come uomo la cui famiglia da generazioni vive soltanto a Venezia egli riflette, nella sua espressione artistica, le “impressioni” della sua vita e della sua città. Egli cerca “l’Attimo” in questa città che, come nessun’altra, sembra essere eterna.

La redazione del testo sopraesposto e la stampa del presente foglio avvengono in occasione della Mostra Personale dell’aprile 2005, sotto il titolo: “Cogli l’attimo”. Le opere di questa mostra e molte altre informazioni sull’artista sono reperibili presso il sito- webwww.venicewebgallery.com.